Marostica

Sembra quasi uscire dal quadro di un qualche pittore medioevale, con quelle mura che incorniciano il profilo del colle Pausolino e la bellezza misteriosa di quei cipressi che fanno capolino tra le rovine del "Castelo de' Sora"… E' Marostica, un autentico gioiello medievale incastonato ai piedi della Pedemontana vicentina, dove la fertile pianura veneta incontra i primi declini che salgono verso l’altopiano d’Asiago.

La sua origine si perde tra le pagine non scritte della storia, ma è alla dominazione scaligera (1311-1387) che la città deve il fascino che la contraddistingue da sempre.
Quattro porte d’ingresso al centro storico, venti torriccelle d’avvistamento e una possente cinta muraria che unisce il Castello Superiore (iniziato in età ezzeliniana, XI secolo) al maestoso Castello Inferiore sono tutto ciò che oggi rimane di quei secoli in cui la zona fu continuamente contesa tra la città di Vicenza e le Signorie di Padova, Verona e Milano (XIII-XIV secolo). E poi, dal 1404, l’inizio della felice sudditanza al Governo della Serenissima che saprà donare alla città una relativa autonomia e le condizioni ideali per il fiorire dei commerci, dell’agricoltura e dell’artigianato.

Impossibile resistere, ancora oggi, alla tentazione di sorseggiare un aperitivo seduti in uno dei tavolini dei locali che animano la splendida Piazza o di perdersi tra le stradine che si diramano dal Corso principale e imboccare infine il “Sentiero dei Carmini” per raggiungere a piedi il Castello Superiore. E che dire infine dell’aspetto da favola che assumono i colli circostanti durante il periodo di fioritura dei ciliegi o della magia che si sprigiona dalle mani di un ceramista indaffarato a plasmare l’argilla …
Marostica


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