Tutto è iniziato con una pietra.
Avevo nove anni, ero in Francia con i miei e ci siamo fermati a Carnac: tre file immense di monumenti megalitici dell’Età del Bronzo. Mentre papà mi spiegava la differenza tra dolmen e menhir e mamma leggeva una rivista, io avevo deciso: da grande avrei fatto l’archeologa.
Ma la vita, si sa, riserva sempre sorprese e nuove opportunità. Che ho spesso colto al volo. E così, oggi, per raccontare chi sono ho scelto la foto di un muretto a secco. Un bel mix di pietre (ancora loro!) diverse per forma, dimensione e colore. Proprio come le esperienze maturate fino ad ora.
Negli anni in cui a scuola studiavo greco antico e latino, trascorrevo l’estate in Inghilterra per imparare l’inglese e poter diventare una hostess: ho sempre sognato di poter girare il mondo.
Poi, a 18 anni, c’è stato il primo viaggio da sola a Parigi. L’idea di iscrivermi a Conservazione dei Beni Culturali per studiare storia dell’arte moderna e contemporanea è nata proprio lì, tra le opere esposte al Musée d’Orsay e le “pietre” scolpite da Rodin.
Un amore che è durato nel tempo, anche se condiviso con altre esperienze.
Infatti molte estati le ho trascorse girovagando come animatrice nei villaggi turistici; la borsa di studio per il Master in Informatica e Comunicazione mi ha portato a Milano a curare la webzine di una nota rivista italiana di viaggi; Riadh mi ha lanciato nel mondo imprenditoriale con la gestione di ristoranti e strutture turistiche in Calabria e Sardegna; l’esperienza maturata nel turismo è stata il trampolino per accedere in veste di docente al mondo della scuola e dei corsi post-diploma.
E infine … l’aperitivo a Marostica!
Trasferendomi nella terra che custodisce i capolavori di Palladio, Veronese, Tiepolo e Canova ho trovato il terreno ideale per coniugare la mia passione per l’arte con la vocazione all’ospitalità. E creare un modo tutto mio di essere guida turistica e albergatrice.